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Diario


2 maggio 2006

LETTERA APERTA A VENDOLA E ASSESSORI RESPONSABILI

qui di seguito la lettera che abbiamo scritto e inviato al presidente vendola ed ai due assessori coinvolti più direttamente nella vicenda. ovviamente anche ai mezzi di informazione. per la prima volta scriviamo i nostri nomi e cognomi. le persone che firmano sono solo alcuni tra coloro che hanno fatto nascere questo blog, lo sotengono, partecipano propositivamente ad ogni attività proposta per il raggiungimento del nostro scopo primo e non solo, perchè come molti hanno sottolineato, la baia dei turchi è la punta di un iceberg, è la nostra bandiera per affrontare questioni più ampie. questo blog, sostenuto da moltissime persone, vuole porre domande e ricevere risposte precise dai responsabili di tutte queste vicende.
ancora una volta, amiche e amici, chiediamo il vostro sostegno. per non fermarci qui, per andare avanti nella lotta per la difesa delle nostre coste.



LETTERA APERTA AL PRESIDENTE VENDOLA

ALL’ASSESSORE AL DEMANIO MINERVINI

ALL’ASSESSORE ALL’ECOLOGIA LOSAPPIO

  

Siamo cittadini, pugliesi e non, che attraverso il web hanno attirato l’attenzione vostra sullo scempio che si sta perpetrando nella Baia dei Turchi, nei pressi di Otranto.

Abbiamo ricevuto una immediata e gradita risposta dall’assessore Minervini, che ha bloccato la concessione.

Ma non siamo ancora tranquilli.

Abbiamo bisogno di risposte più definitive, sia per la Baia dei Turchi, sia per le altre concessioni che la Regione ha formalizzato.

Desideriamo conoscere, e lo chiediamo espressamente in base all’ultimo comma dell’articolo 118 della Costituzione Italiana (“Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”), quali sono i criteri in base ai quali la Regione Puglia concede l’uso delle coste e dei litorali demaniali, e in particolare, in base a quali criteri la Regione Puglia ha concesso a dei privati l’utilizzazione esclusiva della Baia dei Turchi.

Se non esistono criteri legislativi e normativi che garantiscano gli interessi collettivi dei cittadini e la tutela radicale del nostro territorio, con particolare riguardo alle normative europee per la conservazione della natura e dei Siti di Interesse Comunitario, chiediamo che la Regione

-   stabilisca immediatamente una moratoria nelle concessioni, in attesa dell’adozione dei criteri generali;

-   proceda, ove previsto dalla legge, alle valutazioni di incidenza ambientale, in ossequio alle direttive emanate recentemente dalla stessa Regione.

Riteniamo infatti, anche per la conoscenza del litorale otrantino, e per le decisioni di tutela delle coste che da sempre la cittadinanza di Otranto ha assunto, che le spiagge date in concessione a privati siano già più che sufficienti.

Ci sembra assurda, intollerabile, e mirata inevitabilmente alla devastazione della natura, la concessione di piccole insenature sabbiose, protette da un potente e prezioso filtro naturale fatto di bosco, macchia mediterranea e dune cespugliose, raggiungibili sinora esclusivamente a piedi.

Non ci sembra infatti che questi bellissimi spazi che la natura e la sorte ci hanno regalato per rendere più gradevoli alcuni momenti della vita di tutti, e che sono stati vissuti in perfetta armonia da generazioni di persone, possano essere adesso riservati soltanto a chi può pagare.

E si tratta inoltre di piccoli luoghi che non possono assolutamente sopportare il peso di strutture teoricamente temporanee, leggere e removibili, ma che di fatto alterano il delicatissimo equilibrio naturale: basti vedere quel che già è avvenuto nella Baia e quel che potrebbe ancora avvenire (depositi, mezzi di soccorso, depuratori, ecc.).

Chiediamo quindi al presidente Vendola e ai suoi assessori di intervenire utilizzando tutti i loro poteri per fermare immediatamente e definitivamente l’utilizzo esclusivamente mercantile delle nostre coste e del nostro mare, con conseguente inevitabile devastazione.

Ricordiamo che il popolo pugliese ha affidato al presidente Vendola un mandato in base ai principi, ai valori e ai metodi di governo che aveva proposto. Pretendiamo che quel mandato, e quindi quei principi e valori, siano profondamente rispettati.

 

 

Paola Alem, Michele Bee, Daniele De Michele, Giampaolo De Michele, Giovanni De Mitri, Salvatore De Simone, Marco Grassi, Sabrina Manna, Manuela Maruccia, Piero Maruccia, Sara Maruccia, Stefano Mele, Davide Morgagni, Giulio Romito, Marco Santoro Verri, Andrea Sparro, Marco Sparro

 

(i ragazzi del blog: www.baiadeiturchi.ilcannocchiale.it)




permalink | inviato da il 2/5/2006 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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800-085898 - Numero verde contro i reati ambientali. Il call center risponde dalle 8.00 alle 20.00 di tutti i giorni (festivi compresi) del periodo compreso tra 1° luglio ed il 30 settembre.

0836-801735 - Vigili Urbani del comune di Otranto

115 - Vigili del Fuoco (pronto intervento in caso di incendio)

1515 - Corpo Forestale (Emergenza ambientale)

06-4741360 - Numero di emergenza antincendi per denunciare i piromani


scriveteci e mandate le vostre foto su

baiadeiturchi@yahoo.it


La Baia dei Turchi è stata inserita nel 2007 e nel 2008 dal Fondo per l'Ambiente Italiano tra i 100 luoghi da salvare


***

La Baia dei Turchi, poco a nord di Otranto, è una delle poche spiagge del Salento ancora incontaminate. È una piccola insenatura di sabbia finissima, circondata da una parete di roccia calcarea, che una fascia di pineta e macchia mediterranea ha protetto per anni dall'invasione del turismo di massa. Per arrivarci è necessario inoltrarsi a piedi nelle pinete, immersi nella natura e nel fragore del canto estivo delle cicale.

L’acqua è cristallina, ed i venti di tramontana regalano un cielo di un blu intenso, e spesso consentono di vedere i monti della vicina Albania.

La Baia dei Turchi è un luogo al quale sono affezionate tantissime persone, salentine e non, che vengono qui da anni ad approfittare di questa spiaggia incontaminata, rispettando profondamente il luogo ed il diritto delle altre persone a venire ed a trovare la spiaggia sempre libera e pulita.

In questa spiaggia, per anni, chiunque sia venuto ha avuto la libertà di passare qualche ora in un luogo splendido, senza balli di gruppo, senza bar, senza moto d’acqua, senza ombrelloni a pagamento, senza sdraio private aperte (anche se vuote), senza recinti. Chi vuole tutto questo, lo trova appena 500 metri più a nord, dove inizia la spiaggia più ampia del Salento colpevolmente trattata come inutile imitazione della riviera romagnola.

Sulla Baia si gioca liberamente a pallone, si suonano chitarre, si corre e ci si diverte, e questa libertà non è limitata da cartelli minacciosi o da pretese di turisti isterici, ma solo dalla responsabilità e dal rispetto delle persone.

E' un luogo che chi frequenta da anni ama come se fosse proprio: prima di andare via, quando il sole cala dietro le rocce, si pulisce la spiaggia, si raccolgono le cicche, si spiega ai turisti che vanno via che qui nessuno è pagato per pulire tutti i giorni, ma serve l'impegno e il rispetto di tutti.

La Baia è un posto dove da sempre ci si sente parte di una comunità, una comunità civile, tollerante, ospitale. E' uno dei luoghi-simbolo che fanno la storia di un territorio e delle persone che lo abitano, o che ci passano anche solo per pochi giorni.

Una delle calette è stata già da qualche anno data in concessione a privati con ombrelloni e sdraio a pagamento. Gli ombrelloni e le sdraio vengono rimossi a fine stagione, ma durante l’estate moltissimo spazio è tolto alle persone, anche quando gli ombrelloni dello stabilimento sono vuoti.

Sulla caletta a nord è stato dato inizio alla costruzione di una nuova struttura. La protesta della gente a difesa della Baia e della propria libertà di usufruire della spiaggia ha portato a numerose iniziative ed all’apertura di questo blog.

Non siamo contro lo sviluppo economico del Salento, né contro la libera imprenditoria. Crediamo però che l’una e l’altra cosa vadano fatte nel rispetto assoluto dell’ambiente. La costa otrantina, ed in particolare la zona protetta dei Laghi Alimini, hanno dato già tanto alle esigenze del turismo, al costo di pinete ridotte e spiagge recintate, e non sono in grado di sopportare ulteriori concessioni.

Siamo per la valorizzazione del nostro territorio, non per il suo sfruttamento.

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