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MESSAGGI


13 giugno 2006

consiglio regionale

ringraziamo marco d.m. che ci invia questo articolo.

http://www.brindisisera.it/Articoli/vis_articoli.aspx?codice=2935

nel frattempo le preoccupazioni non si placano. e sembra evidente la necessità di coordinarci per programmare la nostra protesta e la nostra azione, in generale, da adesso fino alla risoluzione del problema. vorrei che gli amici otrantini organizzassero un incontro programmatico a brevissimo. ripetere i metodi usati fino ad ora credo vada bene. organizziamo un altro sit-in, magari anche nell'altra spiaggia, quella che rischia di diventare uno stabilimento con tanto di cabine e docce, e pensiamo all'opportunità di un altro bombardamento di mail.

non risparmiamo più niente a nessuno.




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9 maggio 2006

MESSAGGI

da CIAOCOSIMINA
Sto seguendo con interesse la vicenda della Baia dei Turchi e mi chiedo se le porcherie già realizzate in zona siano state notate. "Baia dei Turchi Club Resort" vi dice niente? Una struttura a 4 stelle realizzata in una zona che dovrebbe risultare non edificabile e dove non esiste un solo cartello che indichi chi è responsabile della costruzione, quali sono le imprese coinvolte, le date di inizio e fine lavori.
Mi viene il dubbio, ma forse sono troppo maligna, che qualcuno stia cercando di spostare l'attenzione sulla spiaggia in modo che qualche imprenditore "privilegiato" possa concludere i suoi comodi lì intorno!




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8 maggio 2006

LA RACCOLTA DI FIRME A OTRANTO E ALTRI MESSAGGI



ragazzi, da non crederci...1500 firme sono state raccolte in 2 giorni.
la gente si fermava spontaneamente al banchetto a chiedere informazioni e l'immediata reazione era quella di afferrare la penna e completare il modulo. mai nessuno è andato via senza lasciarci una parola di incoraggiamento a non mollare e proseguire con questa importante lotta. per tutti!
abbiamo fatto clamore e la gente, quella comuune che in genere non partecipa a questo genere dei eventi, ci ha fatto sentire il suo calore.
1500 volte grazie a tutti...
minervini ne sarà ulteriormente colpito
laura carone





.. sono stato informato... ho frequentato la baia dei turchi per anni e, se Dio vuole, ci ritornerò anche quest'anno.. in agosto, purtroppo, ma mi consola(va) il fatto che per arrivarci dovevo "sudarmela" .. e come me tutti quelli che erano lì.. una comunità !
ditemi , vi prego, cosa posso fare ?
Cordialità
William Sambettini
Bologna






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7 maggio 2006

da PAPACAIAZZO


Il mio cane è perplesso.













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7 maggio 2006

ASSURDO






Chi ci crederebbe che un ingegnere del LIIS (Laboratorio per l'Internetworking e l'Interoperabilita' tra i Sistemi) ci ha portato ieri al sit-in questo testo e ha provato a cantarlo con altri amici?








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7 maggio 2006

BAIA MA NON MORDE



Una forte mobilitazione blocca i lavori e la concessione per la Baia dei Turchi.



Tra uno scempio e un altro a rimetterci le piume una giovane imprenditrice salentina che dal primo momento ha pensato a come coniugare lo sviluppo con l’ambiente.
Pensava che cambiare metodo e approccio poteva essere sufficiente. Preparati i servizi, che la legge prescrive, avrebbe voluto lasciare il respiro che nella Baia anche lei sentiva e sceglieva. Una baia già piena di gente e di ombrelloni, ma di gente che come lei ama meno il turismo da supermercato e lo sviluppo che fa rima col frastuono e il sopruso.
Delicata e raffinata la sua voglia di impresa, era volta a significare che il territorio può essere fonte di sviluppo anche e soprattutto rispettandolo.
Era possibile, si diceva nelle chiacchierate sulla spiaggia, dimostrare che un punto di equilibrio esiste, che si può dare servizi e lavoro puntando sulla natura e sulla sua tutela. Che era altrettanto necessario dare un segnale di una gestione diversa della propria terra e del suo futuro. Anche chi ama veramente la natura fa la pipì e ha bisogno di bere e di rifocillarsi e non basta servirsi di altri lidi per mettere le cose a posto.
E’ necessario dimostrare, comunque, che il turismo e lo sviluppo posso essere sinonimi di rispetto e consapevolezza e per far questo è necessario altrettanto costruire occasioni differenti, che dimostrino concretamente che la strada per una crescita sostenibile é reale e possibile.
Ha ottenuto le concessioni e presa dall’incedere del lavoro e della vita si è trovata, lei, ad essere attaccata come fosse il baluardo di quello che di fatto non ama e non condivide.
Il lavoro e l’impegno e perché no anche il sogno, infranti, mentre vive, e per fortuna, la voglia del Salento di essere e di rinnovarsi.
Sarebbe bello non proseguire nella catena di paradossi che distingue la “non crescita” del Sud e, nella difesa accorata e sensibile della Baia dei Turchi si rischia di aggiungerne uno. Regalando, involontariamente, alla tesi di uno sviluppo distratto e distraibile un’immeritata vittoria verso un imprenditrice salentina “diversa”.
Dal para-dosso alla duna il passo può essere breve, potrebbe essere utile invece in questa vicenda una riflessione che aiuti a non buttar via, distrattamente, anche gli arnesi e i semi mentre si rassetta il giardino per prepararsi a seminare.
La volontà di mantenere integra la Baia dei Turchi per farne una riserva naturale non dovrebbe calpestare involontariamente altri diritti. Anche il metodo, nella ricerca di uno sviluppo e di una tutela diversi, è importante. Si rischia altrimenti di utilizzare le stesse maniere che si contestano e perdere per strada la voglia di fare, per se e per gli altri, in questo caso, della giovane imprenditrice salentina. Le risorse, anche quelle umane, sono importanti, ed è forse prematuro parlare di sistemi integrati di sviluppo?
Alle Istituzioni e alla Politica chiediamo la pianificazione di uno sviluppo ragionato, condiviso e sostenibile perché oggi si pongano le basi effettive di un percorso che dia alle grandi risorse che abbiamo, dentro e attorno, di attivarsi e crescere, perche il Salento, la Puglia, il Sud possano guardare diversamente il presente e ricordare che solo nel passato si era terra di migrazione.

Mauro Nuzzo
migrante contemporaneo – Emilia Romagna









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6 maggio 2006

da roma


Dopo un po' di giorni sento il dovere di scrivere anch'io al blog, di scrivere in qualche modo alla baia e di lasciare una traccia di ciò che questo significa per me...
Mi sento il dovere di comunicare una cosa fondamentale e fin qui poco sottolineata...che fa della baia un luogo che appartiene a chi la ama. Rispondo in questo modo, stupito, alle accuse di papacaiazzo, che definisce il comportamento del blog "chiacchiericcio" e ne auspica la trasformazione in azione.
Bè, nulla di più lontano dalla realtà...
Ogni volta che apro il blog mi viene in mente un immagine...mi viene in mente la faccia austera e triste, a volte, la faccia divertita e stanca, altre, di chi come noi ogni volta che va alla baia passa l'ultima mezz'ora in cui il sole scompare dietro le dune, a raccogliere mozziconi di sigarette e buste di plastica...
Mi viene in mente una foto di alcuni anni fa in cui un ferragosto, alle 6 di mattina, dopo barcollante notte passata tra alcol, bagni notturni ed improbabili partite di pallone...mentre il sole spunta dal mare, si passava il retino sulla spiaggia, una, due,venti volte...con gli occhi socchiusi, ma felici di regalare al nuovo giorno una spiaggia orfana dell'incuria dell'uomo e piena del rispetto e dell'amore di chi da sempre ne ama la semplice poesia.

Chicco
(pulizie all'alba di ferragosto alla baia)








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0836-801735 - Vigili Urbani del comune di Otranto

115 - Vigili del Fuoco (pronto intervento in caso di incendio)

1515 - Corpo Forestale (Emergenza ambientale)

06-4741360 - Numero di emergenza antincendi per denunciare i piromani


scriveteci e mandate le vostre foto su

baiadeiturchi@yahoo.it


La Baia dei Turchi è stata inserita nel 2007 e nel 2008 dal Fondo per l'Ambiente Italiano tra i 100 luoghi da salvare


***

La Baia dei Turchi, poco a nord di Otranto, è una delle poche spiagge del Salento ancora incontaminate. È una piccola insenatura di sabbia finissima, circondata da una parete di roccia calcarea, che una fascia di pineta e macchia mediterranea ha protetto per anni dall'invasione del turismo di massa. Per arrivarci è necessario inoltrarsi a piedi nelle pinete, immersi nella natura e nel fragore del canto estivo delle cicale.

L’acqua è cristallina, ed i venti di tramontana regalano un cielo di un blu intenso, e spesso consentono di vedere i monti della vicina Albania.

La Baia dei Turchi è un luogo al quale sono affezionate tantissime persone, salentine e non, che vengono qui da anni ad approfittare di questa spiaggia incontaminata, rispettando profondamente il luogo ed il diritto delle altre persone a venire ed a trovare la spiaggia sempre libera e pulita.

In questa spiaggia, per anni, chiunque sia venuto ha avuto la libertà di passare qualche ora in un luogo splendido, senza balli di gruppo, senza bar, senza moto d’acqua, senza ombrelloni a pagamento, senza sdraio private aperte (anche se vuote), senza recinti. Chi vuole tutto questo, lo trova appena 500 metri più a nord, dove inizia la spiaggia più ampia del Salento colpevolmente trattata come inutile imitazione della riviera romagnola.

Sulla Baia si gioca liberamente a pallone, si suonano chitarre, si corre e ci si diverte, e questa libertà non è limitata da cartelli minacciosi o da pretese di turisti isterici, ma solo dalla responsabilità e dal rispetto delle persone.

E' un luogo che chi frequenta da anni ama come se fosse proprio: prima di andare via, quando il sole cala dietro le rocce, si pulisce la spiaggia, si raccolgono le cicche, si spiega ai turisti che vanno via che qui nessuno è pagato per pulire tutti i giorni, ma serve l'impegno e il rispetto di tutti.

La Baia è un posto dove da sempre ci si sente parte di una comunità, una comunità civile, tollerante, ospitale. E' uno dei luoghi-simbolo che fanno la storia di un territorio e delle persone che lo abitano, o che ci passano anche solo per pochi giorni.

Una delle calette è stata già da qualche anno data in concessione a privati con ombrelloni e sdraio a pagamento. Gli ombrelloni e le sdraio vengono rimossi a fine stagione, ma durante l’estate moltissimo spazio è tolto alle persone, anche quando gli ombrelloni dello stabilimento sono vuoti.

Sulla caletta a nord è stato dato inizio alla costruzione di una nuova struttura. La protesta della gente a difesa della Baia e della propria libertà di usufruire della spiaggia ha portato a numerose iniziative ed all’apertura di questo blog.

Non siamo contro lo sviluppo economico del Salento, né contro la libera imprenditoria. Crediamo però che l’una e l’altra cosa vadano fatte nel rispetto assoluto dell’ambiente. La costa otrantina, ed in particolare la zona protetta dei Laghi Alimini, hanno dato già tanto alle esigenze del turismo, al costo di pinete ridotte e spiagge recintate, e non sono in grado di sopportare ulteriori concessioni.

Siamo per la valorizzazione del nostro territorio, non per il suo sfruttamento.

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