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SE LA DEMOCRAZIA VIAGGIA NEL BLOG

editoriale in prima pagina da "Paese Nuovo" (quotidiano leccese) del 30 aprile 2006

"Baia dei Turchi - Se la democrazia viaggia nel blog"
di Pino Sparro

Come cittadino e come lettore/acquirente di Paese nuovo ho il dovere di ringraziarvi per lo spazio e la rilevanza che avete dato alla baia dei turchi di Otranto.

In un momento in cui i concetti di bene pubblico, di beni comuni, di convivenza civile, di salvaguardia dell’ambiente, di partecipazione dei cittadini, sembrano sempre più vaghi e vuoti perché genericamente e ipocritamente affermati da tutti, abbiamo avuto invece un esempio che gli stesi concetti possono essere riempiti di significati profondi.

Non è la prima volta che questo accade, e periodicamente nella nostra terra gruppi di cittadini, o stanchi o indignati o allarmati per certe situazioni, prendono in mano le cose e costringono, letteralmente costringono, amministratori e politici a darsi una mossa.

Questa volta però ci sono due aspetti da sottolineare, a mio parere.

Il primo, la novità del mezzo usato dai cittadini.

Non si sono rivolti al politico per l’interrogazione parlamentare, non hanno scritto ai giornali per segnalare e lamentarsi, non hanno deciso di riunirsi in comitati ed assemblee per decidere cosa fare… Non che queste cose non siano utili e giuste. Ma hanno deciso un’altra strada. Quella consentita dalla telematica, dalla rivoluzione digitale. Dimostrando che si aprono vie nuove per la partecipazione e per l’espressione della cittadinanza. Con dimensioni e significati imprevedibili.

Cosa è successo infatti? E’ successo che qualche giornale ha cominciato a parlare della costruzione di uno stabilimento balneare alla baia dei turchi. Si è saputo dalla stampa di un sequestro di pezzi di macchia. Si è saputo che qualche associazione ambientalista stava vedendo cosa fare. E quindi alcuni ragazzi sono andati sul posto, hanno fatto delle foto digitali, le hanno immediatamente mandate ad amici, e a qualcuno è venuto in mente di proporre una cosa: chiediamo subito al presidente Vendola, all’assessore regionale al demanio e al sindaco di Otranto, di intervenire. Ma non lo chiediamo solo noi, invitiamo a chiederlo tutti i nostri amici possibili e immaginabili.

Qui entra in scena il meccanismo del blog. Tutti, anzi molti, o alcuni, conoscono il blog di Beppe Grillo. Pochi da noi sanno che c’è tutto un mondo, chiamato appunto mondo blog, o blog-sfera, costituito da migliaia e migliaia di persone che curano un proprio blog. Una specie di diario aperto a tutti, dove scrivi quel che vuoi, e tutto il mondo può leggerti, e se vuole tutto il mondo può commentarti, e se vuoi tu puoi rispondere a tutto il mondo… Ovviamente si creano delle reti più stabili di amici – lettori – commentatori. Possono nascere conoscenze, amicizie, scambi, discussioni, litigi, approfondimenti su temi diversi, divertimenti… Anche qui da noi questo fenomeno sta prendendo sempre più piede, e ormai non ci sono più soltanto i primi storici iniziatori.

Da un anno esatto anche io curo un mio blog. In questa circostanza è stato quindi naturale usare la mia piccolissima rete di amici di blog per chiedere interventi in favore della baia. Ma contemporaneamente accanto a me si sono attivati alla grande i ragazzi che mi avevano mandato le prime foto. Abbiamo formulato un breve testo, chiaro e forte, da inviare via mail ai politici. Poi i ragazzi hanno immediatamente creato un apposito blog (ci vuole un minuto !) con le foto per far vedere come era la baia e come vorrebbero ridurla, e la rete si è messa in movimento. Ogni amico di blog a sua volta ha diffuso la notizia e la richiesta nel proprio blog e ai propri amici. Abbiamo avuto contatti da varie parti d’Italia e di Europa (le amicizie dei ragazzi e l’amore per il Salento sono ormai senza confini…). Ci hanno chiamato esperti ambientalisti e giornalisti/bloggers per chiederci approfondimenti, per suggerirci cosa fare, le leggi da utilizzare…

Poi è successo il miracolo, roba da non crederci. Un politico, un assessore regionale (una persona particolare, in verità, perché viene dalla scuola di don Tonino Bello…), ha ricevuto le numerosissime mail, ha visto le segnalazioni sul blog, ha deciso di intervenire, e ha addirittura risposto alle mail ! Il tutto è avvenuto nel giro di 24 ore! Vi sembra una cosa da poco? E’ la prova che i politici devono attrezzarsi per utilizzare questi nuovi strumenti di comunicazione. E che i cittadini devono sapere che hanno in mano un nuovo mezzo per comunicare e far valere la propria cittadinanza.

Sono convinto che il problema della baia dei turchi sia ancora sostanzialmente irrisolto, come il problema di tutte le nostre coste. Ma continueremo a farci sentire, a vigilare, come è nostro dovere di cittadini, perché il mare e le spiagge e gli scogli siano considerati e trattati come beni comuni, di cui possiamo godere. E aspettiamo ancora le risposte di Vendola, le risposte dell’assessore all’ecologia, le risposte dei consiglieri regionali interessati. Hanno tutti ricevuto tante mail. Le leggeranno?

Accennavo all’inizio a due aspetti da sottolineare. Il secondo riguarda il sostanziale addormentamento e burocratizzazione delle associazioni ambientaliste locali, che costringe i cittadini a muoversi da soli. Ne parleremo un’altra volta.

Pubblicato il 30/4/2006 alle 12.58 nella rubrica RASSEGNA STAMPA.

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