Blog: http://baiadeiturchi.ilcannocchiale.it

NON BASTA REVOCARE LA CONCESSIONE. IL COMUNE DEVE CAMBIARE SUBITO IL SUO PIANO


Il senatore Alberto Maritati ci ha fatto pervenire un suo intervento che apparirà sulla Gazzetta del Mezzogiorno di domani.


La vicenda della Baia dei Turchi, la mobilitazione così massiccia di cittadini da ogni parte d’Italia, la questione amministrativa legata al rilascio delle concessioni, e le eventuali violazioni ambientali, meritano una riflessione articolata, sia pur breve, anche per evitare in futuro il ripetersi di casi analoghi dove sembrano assumere carattere di conflitto insanabile i diritti dei cittadini e quelli dell’impresa. Sono da sempre strenuamente convinto della importanza capitale della salvaguardia e della tutela dell’ambiente, litorali o entroterra che siano. Il mio passato professionale è lì a dimostrarlo. Ma sono soprattutto convinto, anche per il mio passato professionale, che la magistratura entri in scena laddove la politica  non abbia fatto interamente la sua parte. In veste di cittadino qualsiasi stamattina sono stato alla Baia dei Turchi, e se pure allertato dalla preoccupazione di moltissimi cittadini, non ho rilevato scempio del territorio né evidenti violazioni allo stato dei luoghi. Di certo, non lo sbancamento retrodunale. Viceversa, ai lati della baia, ho potuto scorgere costruzioni in evidente spregio della natura e bellezza dei territori e della loro tutela, di cui forse sarebbe bene verificare la legittimità. Un aspetto però mi preoccupa e mi allarma: se tutti siamo convinti che quella zona sia un bene comune, che il diritto dei cittadini ad usufruire di luoghi particolarmente belli sia inalienabile, se su alcuni litorali non un solo mattone va poggiato, ebbene perché il comune di Otranto inserisce quella porzione di territorio nelle zone da cedere in concessione, invece che provvedere, eventualmente con variante al Prg, una maggiore tutela e una ancora più pressante salvaguardia?

Se fosse accaduto, anche in presenza di una autorizzazione regionale, forse sarebbe stato più semplice impedire l’avvio dei lavori, invece che bloccarli ad opere avviate, evitando un danno per l’impresa e un paradosso che adesso è sotto gli occhi di tutti. Accadde così, lo ricordo bene, quando salvammo le Grotte di Porto Badisco dal sorgere di un complesso turistico che avrebbe dovuto nascere praticamente sul tetto dell’antico santuario. Non quando il cantiere era già in attività fu impedita la realizzazione, ma prima. Ebbene qui addirittura si sarebbe potuto, e dovuto, evitare di creare false illusioni, di considerare cedibile un pezzo di paradiso, favorendo il nascere di interessi imprenditoriali e forse anche di appetiti. Mi auguro che il comune di Otranto se passi indietro, come si evince da alcune dichiarazioni sulla stampa, è intenzionato a fare, non imbocchi la direzione di una revoca della concessione ma l’ annullamento di quanto deciso in consiglio comunale, perché la Baia dei Turchi rimanga un bene comune. Al contempo, se questo dovesse accadere, e il lavoro fin qui svolto dall’impresa dovesse risultare ineccepibile, non credo giusto che la vittoria della salvaguardia ambientale debba tradursi in un danno per un privato cittadino la cui sola responsabilità potrebbe essere, al momento, e salvo diversi accertamenti da parte degli organi giudiziari, quella di aver deciso di investire su un tratto di litorale. Sono convinto che, anche su sollecitazione della cittadinanza attiva, la politica possa in ogni momento modificare propri precedenti convincimenti, anche a costo di una spesa sociale di certo infinitamente inferiore al danno per la collettività che alcune opere potrebbero arrecare. Soprattutto mi auguro che i cittadini vogliano vigilare anche in questa direzione, senza accontentarsi di una vittoria a metà che potrebbe nel tempo rivelarsi una intera sconfitta. E che si voglia, tutti e ognuno per la propria parte, vigilare con attenzione, competenza, amore, su quei luoghi e quelle coste che giustamente il mondo ci invidia e che giustamente i cittadini considerano un loro bene comune.


Alberto Maritati




Pubblicato il 5/5/2006 alle 17.27 nella rubrica DOCUMENTI.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web