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BAIA MA NON MORDE



Una forte mobilitazione blocca i lavori e la concessione per la Baia dei Turchi.



Tra uno scempio e un altro a rimetterci le piume una giovane imprenditrice salentina che dal primo momento ha pensato a come coniugare lo sviluppo con l’ambiente.
Pensava che cambiare metodo e approccio poteva essere sufficiente. Preparati i servizi, che la legge prescrive, avrebbe voluto lasciare il respiro che nella Baia anche lei sentiva e sceglieva. Una baia già piena di gente e di ombrelloni, ma di gente che come lei ama meno il turismo da supermercato e lo sviluppo che fa rima col frastuono e il sopruso.
Delicata e raffinata la sua voglia di impresa, era volta a significare che il territorio può essere fonte di sviluppo anche e soprattutto rispettandolo.
Era possibile, si diceva nelle chiacchierate sulla spiaggia, dimostrare che un punto di equilibrio esiste, che si può dare servizi e lavoro puntando sulla natura e sulla sua tutela. Che era altrettanto necessario dare un segnale di una gestione diversa della propria terra e del suo futuro. Anche chi ama veramente la natura fa la pipì e ha bisogno di bere e di rifocillarsi e non basta servirsi di altri lidi per mettere le cose a posto.
E’ necessario dimostrare, comunque, che il turismo e lo sviluppo posso essere sinonimi di rispetto e consapevolezza e per far questo è necessario altrettanto costruire occasioni differenti, che dimostrino concretamente che la strada per una crescita sostenibile é reale e possibile.
Ha ottenuto le concessioni e presa dall’incedere del lavoro e della vita si è trovata, lei, ad essere attaccata come fosse il baluardo di quello che di fatto non ama e non condivide.
Il lavoro e l’impegno e perché no anche il sogno, infranti, mentre vive, e per fortuna, la voglia del Salento di essere e di rinnovarsi.
Sarebbe bello non proseguire nella catena di paradossi che distingue la “non crescita” del Sud e, nella difesa accorata e sensibile della Baia dei Turchi si rischia di aggiungerne uno. Regalando, involontariamente, alla tesi di uno sviluppo distratto e distraibile un’immeritata vittoria verso un imprenditrice salentina “diversa”.
Dal para-dosso alla duna il passo può essere breve, potrebbe essere utile invece in questa vicenda una riflessione che aiuti a non buttar via, distrattamente, anche gli arnesi e i semi mentre si rassetta il giardino per prepararsi a seminare.
La volontà di mantenere integra la Baia dei Turchi per farne una riserva naturale non dovrebbe calpestare involontariamente altri diritti. Anche il metodo, nella ricerca di uno sviluppo e di una tutela diversi, è importante. Si rischia altrimenti di utilizzare le stesse maniere che si contestano e perdere per strada la voglia di fare, per se e per gli altri, in questo caso, della giovane imprenditrice salentina. Le risorse, anche quelle umane, sono importanti, ed è forse prematuro parlare di sistemi integrati di sviluppo?
Alle Istituzioni e alla Politica chiediamo la pianificazione di uno sviluppo ragionato, condiviso e sostenibile perché oggi si pongano le basi effettive di un percorso che dia alle grandi risorse che abbiamo, dentro e attorno, di attivarsi e crescere, perche il Salento, la Puglia, il Sud possano guardare diversamente il presente e ricordare che solo nel passato si era terra di migrazione.

Mauro Nuzzo
migrante contemporaneo – Emilia Romagna






Pubblicato il 7/5/2006 alle 14.9 nella rubrica MESSAGGI.

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